La mia storia inizia in un luogo magico:  un monastero trasformato in un Conservatorio di Musica. Suonavo il pianoforte sin da bambina, e a undici anni, coi libri in mano, attraversai la porta del chiostro dove ne trascorsi altri dieci. Col senno di poi mi sono resa conto che oltre a Bach e Chopin sin da ragazzina, nelle pause dello studio, istintivamente cercavo di riprodurre i grandi successi pop e di musica teatrale, intonavo a memoria le prime melodie, quasi sempre scoperte nel mangiacassette della macchina di mia madre. Questa doppia anima, classica e contemporanea si era da subito presentata prepotente, senza farmi immaginare che sarebbe fiorita con tante braccia artistiche simile ad una calliopesca dea Kalì. Dopo pochissimo tentai l’Ammissione anche alla classe di Canto Lirico, e venni accettata. Avevo già messo piede su un palco, per gioco, e mi ero resa conto che nonostante l’immensa passione per la musica, il teatro e la parola parlata per me rappresentavano un’ebbrezza che mi faceva girare la testa. Dopo tutto il tempo trascorso mi sono interrogata a lungo, e guardandomi dentro mi sono finalmente risposta di sentirmi principalmente un’attrice; tuttavia l’opera lirica, la regia, il canto d’autore, la musica del teatro Strehleriano mi rubavano attenzione, fascino, mi facevano prudere le mani e il cervello.

 

Nel 1998, ancora adolescente, interpretai il ruolo di Miranda ne “La tempesta” di W.Shakespeare per la Fondazione Teatro Due di Parma, con la regia di Gigi Dall’Aglio, e capii che avrei fatto quello. Ma dovevo studiare. Dopo i diplomi al Conservatorio di Canto “A.Boito” di Parma e all’Accademia “Galante Garrone” di Bologna trascorsi il mio periodo più frontman di artista dal vivo. Vinsi fuori concorso il ruolo di Cherubino al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, e nel 2003 debuttai ne “Le nozze di Figaro” al teatro Caio Melisso con la direzione di Amedeo Monetti. L’anno dopo portammo in Giappone lo stesso spettacolo, con un bellissimo successo. Contemporaneamente interpretai diversi ruoli dopo la Polly de “L’opera da tre soldi” di Brecht (2002) con cui conclusi all’Arena del Sole il mio percorso di studi.

 

Incontrai il mio maestro artistico, Jurij Ferrini, e insieme trascorremmo quattro bellissimi anni di lavoro e di vita. Degli anni di URT voglio ricordare lo straordinario lavoro su “Ivanov” di Checov (dove interpretavo Sacha) nel 2004, “La locandiera” di Goldoni (spettacolo forse più  rappresentato della mia vita, e dove la prima Mirandolina cantava le arie liriche di  Rossini e Mozart in scena) nel 2005,“Riccardo III” di Shakespeare (Lady Anna) nel 2006-2007, e insieme al Teatro Stabile di Genova la grande esperienza de“L’alchimista” di Ben Johnson, in cui una volgarissima Lady Pliant oltre al ruolo brillante cantava Haendel, Verdi, Puccini, Bizet (2004-2005). Oltre questi spettacoli ci furono incontri importanti come quello con Gianrico Tedeschi in “Tutto per bene” di Pirandello (2003 – 2004), e soprattutto l’indimenticabile esperienza di interpretare Giulietta in “Romeo & Juliet” di Shakespeare all’Estate Teatrale Veronese per la regia di Gabriele Vacis nel 2005.  L’anno successivo sempre al teatro Duse di Genova interpretammo “Turing, Breaking the Code” per il Festival della Scienza, con la regia di Luca Giberti, un profondo lavoro sulla vita dello scienziato Alan Turing, lo scopritore del codice ENIGMA. Nel frattempo, dopo la laurea in Lettere ottenuta nel 2006, nel 2007 feci il mio primo lavoro di traduzione, e sempre per l’Estate Teatrale Veronese riscrissi in endecasillabi “Timone d’Atene” di Shakespeare. A queste esperienze ebbi anche modo di affiancare un percorso registico, dirigendo nel 2003 una versione integrale del “Diario” di Anna Frank per la Compagnia Numeriprimi di Parma, e nel 2004, in collaborazione col Festival Nazionale di Borgio Verezzi, l’attore Roberto Alinghieri nel monologo “Una bella giornata”, struggente storia di Dennis Lumborg su un sospetto caso di pedofilia all’interno di una famiglia “normale”. Dopo questa lunga stagione in coppia la mia vita mi presentava una nuova sfida: essere in grado di scavare fino in fondo da sola per arrivare alla mia idea di arte.

 

Il canto e la recitazione si intrecciavano con sempre maggiore prepotenza. Ricominciai il mio tralasciato rapporto con l’opera e nel 2009 presentai la prima riscrittura internazionale di “Traviata – Amore e palpito”, testo che confluiva nella figura di Margherita Gauthier come memoria viva ed evocante delle pagine verdiane su cui si muovevano i cantanti. Per il Festival Verdi 2010 ho proposto un simile concerto biografico sulla figura di Giuseppina Strepponi, in collaborazione con Solares, Cooperativa delle Arti e Teatro al Parco, dove interpretavo brani da “La forza del destino”, “Otello”, “Un ballo in maschera”, “I vespri siciliani”, incarnando la stessa Giuseppina. La vocalità da mezzo si spostava senza alcun dubbio verso il sopranile, e ripartì da capo uno studio profondo che mi avrebbe accompagnato sino alla nuova vocalità di soprano lirico- drammatico. Nel 2010 con Progetto URT la nuova produzione in collaborazione con il Festival Dannunziano di Pescara mi portò il ruolo di Ornella, ne “La figlia di Iorio”. Subito dopo un nuovo universo pedagogico si presentò ai miei occhi dall’incontro con due grandissimi formatori: Alessio Pizzech per la prosa e Francesca Della Monica per la tecnica vocale. L’inverno 2010-2011 è il primo di un tempo ininterrotto come formatrice teatrale e vocale, iniziando dalle scuole di teatro genovesi, “La quinta praticabile” e il “Centro Formazione Artistica”.

 

Il 2011 segna un anno di profonda svolta geografica ed esistenziale: dopo tre anni trascorsi a Genova nel marzo partecipo al percorso artistico guidato da Mascia Musy ed Emanuela Giordano promosso dalla collaborazione col Napoli Teatro Festival Italia per lo spettacolo “A bocca piena”. Nello stesso anno, a Bari, incontrai in un laboratorio sulla “Divina Commedia” il Maestro Eimuntas Nekrosius al Teatro Pubblico Pugliese, momento impresso in tutto il seguito del mio percorso di prosa. Lo stesso anno interpretai il mio ultimo lavoro con Progetto URT,  ossia il dolce ruolo di Santa Chiara d’Assisi in “A Francesco” spettacolo coprodotto da Regione Liguria e intenso momento di rielaborazione mistica collettiva.  Nel 2011 Alessio Pizzech mi affida il ruolo di Repetilov in “Che disgrazia l’intelligenza!” presentato al Festival di Castrovillari, mentre del novembre 2011 è l’assistenza alla regia de. “La commedia di Orlando”, per la regia di Emanuela Giordano. Questo spettacolo mi vedrà l’anno successivo, il 2012, coprotagonista al fianco di Isabella Ragonese di una lunghissima tourneè conclusasi al teatro Argentina di Roma nel maggio di quell’anno. A giugno il Napoli Teatro Festival ospita “A bocca piena” che si distingue per la tematica sociale e animalista. Nell’estate 2012 per la prima volta la televisione entra nella mia carriera col ruolo di Laura nel “XIII Apostolo” di TAODUE  per la regia di Alexis Sweet. Dello stesso anno è il grande concerto per l’ordine Costantiniano tenutosi all’Auditorium del Carmine di Parma che mi vede per la prima volta nel doppio ruolo di direttore artistico e interprete di arie di Mascagni e Delibes.

 

Nel dicembre 2012 nasce la cooperativa di lavoro Nuovo Orizzonte Spettacolo, di cui sono tuttora amministratore e direttore artistico. Gli ultimi quattro anni si concentrano intorno a N.O.S. e alle sue produzioni, che rendono la compagnia un elemento particolare all’interno del teatro musicale di nuova generazione. La fruttuosa collaborazione con Davide Strava, autore e regista, produce nel 2013 lo spettacolo “Edith”, sulla vita e la musica di Edith Piaf, primo biopic fra canto e recitazione ispirato alle figure iconiche del’900, tuttora in giro nella stagione 2017-2018. Nel 2013 ritorna un graditissimo nuovo allestimento de: “La locandiera” di Goldoni, accanto ad Andrea Pennacchi, per la regia di Mirko Artuso, in cui la Locandiera si muove nei scintillanti anni ’80. Sempre del 2013 è la mia interpretazione nel ruolo di Margherita Barilla al Teatro Regio di Parma, in “Pietro, cent’anni avanti”, vicino a Luca Zingaretti, Margherita Buy e Alessio Boni  per la regia di Emanuela Giordano. Un altro felice ritorno è il lavoro che nel 2013 N.O.S. farà in collaborazione con Lambda Italia sotto la supervisione di Massimo Venturiello e Tosca, ossia una nuova edizione de “L’opera da tre soldi” di Brecht, che mi vede stavolta interprete del ruolo di Jenny. Nel dicembre 2013 Emanuela Giordano mi coinvolge per l’inaugurazione del teatro Villa Torlonia fra canto e recitazione su temi che parlano di una Roma “garibaldina”.

 

La nuova drammaturgia ci porta ad un’ulteriore scavo sui temi di Brecht e sul teatro strehleriano futurista che sboccia nello spettacolo “Brechtskabaret”. Scritto e diretto da Davide Strava in collaborazione con la Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea, sviluppatosi fra il 2014 e il 2015, è una forte critica della società massmediatica e dell’omologazione culturale attraverso la denuncia delle canzoni di Brecht – Weill. A settembre 2014 sono inoltre Leonora nel “Trovatore” di G.Verdi per il Festival della Lunigiana. Il 2015 è un intenso anno che parte con la produzione di punta di Nuovo Orizzonte Spettacolo, “Buonanotte Mamma” di Masha Norman, premio Pulitzer 1983, dove interpreto Jessie Norman per la regia di Ciro Scalera a fianco di Elisabetta De Vito.  In estate a Segesta, nell’ambito del Festival Le Dionisiache, Davide Strava dirige me e Viola Graziosi in “Sorelle”, storia sulla fragilità mentale e sui legami familiari lacerati con ispirazioni da Jean Anouihl e Eugene O’Neill. Nel 2016 due intensi incontri mi riportano in nuove realtà teatrali, quello col teatro Biondo di Palermo, dove sono Amy nel “Kean” per la regia di Lollo Franco e Jean Francois Sasportes, e quello col Piccolo di Milano, dove sono formatrice vocale per l’allestimento “Questa sera si recita a soggetto” con la regia di Federico Tiezzi. Dal 2011 l’attività di formazione affianca quella artistica e mi porta a sviluppare un rapporto continuativo di con il teatro Portland di Trento, che mi spinge a riflettere sul legame diretto fra voce nel canto e nella recitazione, e ad approfondire costantemente le tecniche di respirazione, l’uso del diaframma, della maschera e dei risuonatori anche attraverso un innovativo incontro col Pilates. Il 2017 è una prosecuzione e al tempo stesso una dirompente novità per le mie attività. Entrano di colpo due forze sinora sconosciute, il cinema e la musica pop. Nel febbraio 2017 al Teatro Biondo – Stabile di Palermo va in scena “Lady Macbeth Show”, performance sulla figura di Lady Macbeth fra lirica, recitazione e televisione, da me scritta per la regia di Chiara Maione. Ad aprile vengono scritti e girati da Luigi Pironaci i primi tre cortometraggi di “Regia”, il progetto cinematografico vocale presentato all’Isola del Cinema nel luglio di quest’anno. In collaborazione con Casa Shakespeare di Verona è invece il progetto “Hamletas”, che mi vede regista del primo Amleto interamente interpretato da donne, con la partecipazione di Francesca Ciocchetti, Mascia Musy, Ludovica Modugno, Debora Zuin e altre otto attrici italiane, il cui primo step è stato presentato ad agosto a Verona nell’ambito della rassegna “Juliet”. Nel settembre 2017, per la regia di Stefania Bonfadelli, è l’interpretazione a fianco di Mascia Musy nel ruolo di Maria Callas del giovane soprano lirico- drammatico Sharon Graham in “Callas Masterclass”, presentato all’Auditorium – Parco della Musica di Roma, in tourneè nel 2018-2019

 

 

SCRIVIMI !

Ciao, adesso non sono nei paraggi, ma lasciami pure un messaggio ;)

Sending

©2018 Sarah Biacchi - Tutti i diritti sono riservati

Log in with your credentials

Forgot your details?